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    Buoni Lavoro o Voucher - Come funzionano, quando si applicano e come si usano -

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    Fabrizio
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    Buoni Lavoro o Voucher - Come funzionano, quando si applicano e come si usano -

    Messaggio Da Fabrizio il Ven 9 Mag 2014 - 19:57

    I "buoni lavoro" (o "voucher") rappresentano un sistema di pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio,
    intendendo per queste ultime le attività lavorative di natura meramente occasionale che non generano un reddito netto superiore a 5.050 € (importo lordo 6.740 €) nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti. Le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti, fermo restando il limite dei 5.050 €, non possono comunque superare i 2.020 € netti (importo lordo 2.690 €) per ciascun committente.
    Se il datore di lavoro impiega e retribuisce attraverso il lavoro accessorio un lavoratore per una cifra superiore a 5.050 euro (o a 2.020 euro nel caso di imprenditori commerciali e professionisti), scatta la trasformazione del rapporto tra le parti in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative.
    La circolare n.4/13 del Ministero del Lavoro ha precisato che i buoni lavoro sono utilizzabili nell'arco di 30 gg. dal loro acquisto. Oltre questo termine non sono più validi e la prestazione lavorativa viene considerata a nero, con tutte le conseguenze del caso.
    Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite massimo di 3.000 € di corrispettivo per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (disoccupazione ordinaria, mobilità...).
    Anche in agricoltura è possibile utilizzare i voucher, ma solo se l'attività è svolta da pensionati o giovani studenti (meno di 25 anni) ovvero, a prescindere da chi è il lavoratore accessorio, se l'attività è svolta a favore dei piccoli imprenditori agricoli (fatturato non superiore a 7.000 euro).
    E' bene precisare, tuttavia, che con il ricorso ai voucher non si matura il Tfr (trattamento di fine rapporto), non si maturano ferie, non si ha diritto alle indennità di malattia, di maternità, agli assegni familiari ecc.
    Il committente non ha l'obbligo di effettuare la comunicazione preventiva ai Servizi per l'Impiego, né consegnare la busta paga al lavoratore; inoltre, i lavoratori non vengono registrati dal committente sul Libro Unico del Lavoro.
    Dal 15 gennaio 2014 è cessato l'adempimento diretto a carico dei beneficiari della comunicazione all’Inail. Pertanto, la dichiarazione di inizio attività lavorativa e le comunicazioni di eventuali variazioni, dovranno essere comunicate direttamente all’INPS ed esclusivamente con modalità telematica, specificando:
    - la data di inizio attività;
    - i dati anagrafici e il codice fiscale del committente e del prestatore;
    - il luogo dove si svolge l'attività lavorativa;
    - il periodo presunto di durata di quest’ultima.

    COME FUNZIONANO

    Il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio avviene attraverso “buoni lavoro” (o “voucher”) prepagati del valore nominale di 10,00 €, 20,00 € o 50,00 €. Acquistati dal datore di lavoro e versati al lavoratore al compimento della prestazione lavorativa, possono essere riscossi presso un qualunque ufficio postale esibendo un valido documento di riconoscimento.
    Non appena ricevuta la comunicazione da parte delle poste dell’avvenuto pagamento, l'Inps provvede all'accredito dei contributi presso la Gestione separata e al versamento all’Inail della quota assicurativa.
    Il valore nominale di un buono è comprensivo:
    - della contribuzione previdenziale a favore della Gestione separata INPS, pari al 13%;
    - della contribuzione a favore dell’INAIL, pari al 7%, ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
    - del compenso spettante al concessionario (l’INPS) per la gestione del servizio, pari al 5%.
    Questo significa che il valore netto del voucher da 10 euro nominali, ossia il netto che il lavoratore si mette in tasca è quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto del buono da 50 euro, sempre in favore del lavoratore, è pari a 37,50 euro mentre quello del buono da 20 euro è pari a 15 euro.
    Il valore netto del voucher è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione dell'interessato.
    Se le prestazioni sono svolte per imprese familiari il valore nominale del voucher è comprensivo della contribuzione (pari al 33%) a favore del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, di quella in favore dell’INAIL (4%) e di una quota al concessionario (INPS) pari al 5%, per la gestione del servizio. Ciò significa che il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è in tal caso pari a 5,80 euro.
    Nel caso in cui il datore di lavoro abbia acquistato un numero di buoni in eccesso rispetto alle proprie esigenze, può chiederne il rimborso rivolgendosi direttamente all’Inps. A tal fine l’Inps ha predisposto il “modello SC52”.

    COME ACQUISTARLI

    Le modalità di acquisto dei buoni da parte dei committenti e di riscossione da parte dei prestatori variano a seconda che si scelgano buoni cartacei o telematici.
    Buoni cartacei
    Vanno richiesti alla sede della Direzione Regionale dell’Inps. A tal fine è stato predisposto un modulo, da inviare tramite fax alle Sedi regionali, con cui i committenti possono effettuare - in caso di quantitativi rilevanti - una richiesta di prenotazione di buoni lavoro cartacei, indicando la sede provinciale prescelta per il ritiro.
    Dopo aver effettuato la richiesta, il datore di lavoro può ritirarli presso tutte le direzioni provinciali Inps, esibendo la ricevuta di pagamento del relativo importo effettuato su conto corrente postale 89778229 intestato a “INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC”. I buoni possono essere ritirati anche dalle Associazioni di categoria, fornite di delega da parte dei singoli datori di lavoro. Perché i buoni siano validi per la riscossione, è necessario che vengano correttamente intestati, scrivendo negli appositi spazi il periodo della prestazione e i codici fiscali del committente e del prestatore. L’acquisto dei voucher può essere fatto anche presso il tabaccaio abilitato esibendo la propria Tessera Sanitaria oppure il tesserino del codice fiscale (si possono acquistare 2.000 € di buoni lavoro per singola operazione), presso gli sportelli bancari abilitati o presso gli uffici postali (in una sola operazione fino a 5.000 € di buoni lavoro).
    Buoni telematici
    Per ottenere il carnet di buoni elettronici è necessario che datore di lavoro e lavoratore procedano alla registrazione presso l’Inps tramite sportello, sito web o contact center 803164.
    Con la registrazione, il datore di lavoro fa richiesta dei buoni, indicando i dati anagrafici ed il codice fiscale del prestatore, la data di inizio e di fine dell’attività ed il suo luogo di svolgimento. Successivamente deve versare l’importo relativo al costo dei voucher richiesti.
    La riscossione dei voucher 'telematici' può avvenire tramite l'INPS Card (ricevute dal prestatore, se attivate) o tramite bonifico domiciliato, riscuotibile presso gli uffici postali.
    Nel caso il committente sia una persona giuridica (o il committente persona fisica intenda avvalersi di un delegato), per utilizzare la procedura telematica, è necessario richiedere alla sede INPS della propria provincia (tramite “modello SC53”), l’abbinamento tra il c.f./p.iva dell’azienda ed il codice fiscale di un delegato persona fisica (munito di Pin), che opererà per conto dell’azienda o ente committente.

    COME RISCUOTERLI

    I voucher acquistati dai tabaccai possono essere riscossi dai prestatori/lavoratori presso gli stessi dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro occasionale ed entro 12 mesi dal giorno dell'emissione. Quelli acquistati presso gli sportelli bancari abilitati sono pagabili, sempre entro 12 mesi, esclusivamente dal medesimo circuito bancario, mentre i voucher distribuiti dall'Inps e dalle Poste sono pagabili, entro 24 mesi dal giorno dell'emissione, presso tutti gli Uffici Postali del territorio nazionale.
    La riscossione dei voucher 'telematici’ può avvenire tramite l’INPSCard (ricevute dal prestatore, se attivate) o tramite bonifico domiciliato, riscuotibile presso gli uffici postali.
    Gli importi riconosciuti tramite voucher sono esenti da imposizione fiscale ed inoltre la percezione degli stessi non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.
    VOUCHER E AMMORTIZZATORI SOCIALI
    Anche per il 2014 c’è la possibilità per i percettori di ammortizzatori sociali (ASpI, mini-ASpI, cassa integrazione e mobilità) di poter lavorare con le modalità previste dal lavoro occasionale accessorio. L’unica condizione è che i compensi derivanti da lavoro accessorio non generino complessivamente un reddito superiore a 3000 € netti.


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